|
Azione istofila cutanea delle citamine,
esteri diadermici di aminoacidi essenziali
Dott. PAOLO ROVESTI
Comunicazione presentata al XII Congresso
Internazionale
di Estetica e Cosmetologia - Venezia - 27-31/V/1958
In precedenti lavori, condotti in collaborazione
con Lodi, Morini e Mantegazza, ci siamo ampiamente occupati
di aminocosmesi e cioè di quei trattamenti della pelle a
base di aminoacidi, sia allo stato di individui chimici puri, sia
allo stato di complessi come normalmente si ritrovano negli idrolisati
proteici di origine vegetale ed animale.
Più recentemente, le esperienze condotte
sulla azione cutanea degli acidi nucleici e della ribonucleasi ci
hanno dato risultati così positivi, da provocare una intensificazione
dei nostri studi in questo settore, così promettente ed affascinante.
Anche la proteinocosmesi infatti, che si avvale
per i trattamenti cutanei delle albumine e delle proteine più
disparate reperibili in natura, si risolve in fondo, sul piano del
trofismo azotato cutaneo, in una semplice aminocosmesi per le lisi
proteiche causate, per quanto in misura minima, dalle catepsine
naturali che degradano le proteine ad aminoacidi.
L'aminocosmesi segue strettamente, nella sua azione
cutanea, i criteri informatori della isodermia, che ha per scopo
l'adeguamento di composizione delle miscele cosmetologiche alle
proprietà biochimiche e fìsiologiche della pelle e
dei suoi substrati costitutivi.
Più specificamente, l'aminocosmesi apporta
un contributo essenziale all'istofilia e cioè alla necessaria
affinità che deve esistere tra materie prime cosmetologiche
e proprietà fìsiologiche e costitutive dei tessuti!
Il bilancio proteico è nella pelle di importanza
fondamentale, non solo per la formazione tessutale, per la creazione
delle proteine specifiche, degli ormoni e degli enzimi, ma per gli
stretti rapporti che esistono tra carenze protidiche, ad esempio,
e disidratazione cutanea, tra carenze in lipoproteine e pelli aride,
tra nutrizione della pelle infine ed eudermia.
Come tutte le proteine costituenti della materia
viva, anche le proteine cutanee non sono strutture statiche, ma
dinamiche in continua evoluzione ed in continuo rimaneggiamento
degli aminoacidi che le costituiscono.
E come nella dieta alimentare è necessario,
per compensare il consumo quotidiano in aminoacidi, introdurre con
gli alimenti azotati un minimo proteico indispensabile per il mantenimento,
l'accrescimento, il dispendio energetico, ecc., così l'aminocosmesi
si traduce in una nutrizione della pelle esogena ed in una somministrazione
dall'esterno di sostanze azotate atte a mantenere o ad integrare
il suo bilancio proteico normale.
Prodotti di bellezza e di igiene cutanea che vogliono
essere effettivamente «nutrienti della pelle» non possono
ovviamente trascurare (come invece oggi per lo più avviene)
la componente azotata ed è per questo che devono tendere
ad una dieta equilibrata in questo senso.
Di fondamentale importanza sono per l'aminocosmesi
gli studi di Albert Fischer, il quale dimostrò che
le cellule dei tessuti non sono in grado di demolire le proteine
del plasma sanguigno, mentre esse utilizzano direttamente gli aminoacidi
per la sintesi degli albuminoidi che servono a creare il citoplasma.
Gli aminoacidi essenziali ed ancor più
gli idrolisati proteici hanno dimostrato un maggior valore biologico
in questo senso, il che indica che per il fabbisogno metabolico
tessutale, la condizione ottimale è, così come accade
in alimentazione, quella di una complementarietà di trofismo
sinergico.
PARTE SPERIMENTALE
Negli studi precedentemente eseguiti sulla aminocosmesi
era stato notato che soltanto una parte di aminoacidi o di lisati
veniva assorbita dalla pelle, dipendentemente dal fatto che la fase
acquosa in cui erano stati disciolti veniva ostacolata nella sua
azione in profondità, anche con prolungati massaggi, dai
tremiti cutanei che, come è noto, sono invece particolarmente
recettivi per le sostanze liposolubili.
Le determinazioni di azoto aminico nei preparati
prima e dopo i trattamenti indicavano chiaramente che l'azione eucutanea
era dovuta ad un parziale assorbimento, mentre la idrosolubilità
della fase contenente la parte aminoacidica impediva un ulteriore
assorbimento.
Ai fini della diadermia era quindi necessario
trasformare gli aminoacidi idrosolubili in liposolubili, ciò
che noi abbiamo realizzato esterificandoli secondo il classico metodo
di Emil Fischer con HCl ed alcool etilico a ricadere.
Gli esteri degli aminoacidi così ottenuti
venivano ad essere di applicazione completamente nuova in cosmetologia
ed infatti nessun cenno ne abbiamo trovato nella copiosa letteratura
consultata.
Abbiamo chiamato questi prodotti citamine
per l'affinità ed il trofismo che essi dimostrano per le
cellule dei tessuti in vivo e per le loro possibilità di
nutrizione cellulare azotata per via diadermica, secondo le conferme
positive avute dall'esperienza.
1) Esperienze chimiche.
a) Esterificazione etilica di aminoacidi essenziali.
Sono stati ottenuti con il procedimento su accennato
gli esteri etilici seguenti da aminoacidi essenziali:
DL Istidina est. etilico: N: CH.NH.
CH:C.CH2.CH (NH2).
COO.C2H5.
DL Valina est. etilico: (CH3)2:
CH. CH (NH2).COO. C2H5.
DL Leucina est. etilico: (CH3)2,:
CH.CH2.CH (NH2).COO.
C2H5.
DL Lisina est. etilico: NH2.
(CH2) 4. CH (NH2).COO.
C2H5.
In più, sono stati ottenuti gli esteri
etilici dell'acido glutammico e della cistina.
Tutti questi esteri-sali di aminoacidi si comportano
come vere e proprie amine e si ottengono come cloridrati cristallizzati
solubili in acqua. Per liberarli dall'acido cloridrico si trattano
con basi e con soluzioni stabilizzanti, perché allo stato
puro questi aminoesteri sono assai poco stabili e fortemente idrolizzabili.
Essi sono purifìcabili per distillazione ad alto vuoto, sono
solubili in alcool, nell'etere e negli olii.
Sono stati ottenuti da noi anche i relativi derivati
N- acetilati, trattando i cloridrati degli esteri con anidride acetica
ed acetato sodico, potendosi attraverso questi derivati ottenere
una migliore e più agevole purificazione per distillazione
ad alto vuoto.
b) Esterificazione colesterolica di aminoacidi
essenziali.
Di grande interesse ai fini eucutanei è
la serie dei derivati colesterolicl degli aminoacidi, da noi ottenuti
per la valina e l'istidina con buoni rendimenti secondo Harskelberg.
L'apporto colesterolico alla pelle insieme con
quello aminoacidosico ha grande importanza in molti casi di iponutrizione
cutanea.
c) Esterificazione etilica di idrolisati proteici.
I procedimenti accennati di esterificazione possono
essere applicati anche ai proteolisati animali e vegetali di tessuto
connettivo, di pelle, di capelli, di cheratina, di sangue, ecc.,
e per distillazione degli aminoesteri formatisi.
Abbiamo ottenuto, mediante stabilizzazione antiidrolitica,
prodotti con forte potere diadermico da lisati nettamente idrosolubili.
Il poter disporre di materie prime liposolubili
a base di aminoacidi complementari e sinergici provenienti da tessuti
specifici è di grande importanza ortodermica, perché
in molti casi un alimento cutaneo reintegratore ed energetico deve
contenere, secondo i noti requisiti della proporzionalità
e dei minimi, tutti i fattori integratori biochimici che necessitano
al metabolismo intraorganico e quindi ai processi di assimilazione
ed utilizzazione degli alimenti anche dermoesogeni (fattori rappresentati
da vitamine, sali pestici e catalitici, bioregolatori, vitageni,
ecc., sempre contenuti nei tessuti animali e vegetali sottoposti
a lisi chimica od enzimatica).
Dagli idrolisati esterificati abbiamo potuto ricavare,
per distillazione molecolare, anche singole frazioni e singoli aminoacidi,
con un rendimento del 70 per cento rispetto al teorico.
2) Esperienze cosmetologiche.
Il controllo della percutaneità degli aminoesteri;
degli esteri colesterolici e degli idrolisati proteici esterificati
è stato effettuato secondo la tecnica molto semplice da noi
più volte esposta con pesate per differenza di prodotto assorbito
su una determinata superfìcie cutanea.
Tutti i prodotti di cui sopra vengono completamente
assorbiti, senza intolleranze od iperemie di sorta.
Di più lento assorbimento sono, come era
prevedibile, gli aminoacidi colesterolici.
Sono state preparate creme neutre, confrontate
con emiporzione facciale testimone, alla dose media
del 2 per cento di aminoesteri.
In scala decrescente di attività, si sono
dimostrati tutti attivi con producenza e trofismo marcato della
pelle, maggiore elasticità dei tessuti, levigatezza superficiale,
scomparsa delle piccole fessurazioni fa restituzione dermica ottimale,
come segue:
a) proteolisati esterificati;
b) aminoesteri colesterolici;
e) aminoacidi essenzia1! esterificati.
Per quanto riguarda i proteolisati esterificati,
i risultati migliori si sono avuti con lisati da connettivo, da
cheratina, da plasma, da sangue, da pelle.
Per quanto riguarda gli aminoacidi essenziali
esterificati, i risultati migliori si sono avuti con gli esteri
etilici dell'istidina e della valina.
Infine devono essere sottolineati i risultati
oltremodo brillanti e lusingheri ottenuti già sin dalle prime
prove nella cosmesi capillare. In questo campo le sperimentazioni
sono tuttora in corso. L'applicazione cosmetologica di tutti i su
descritti preparati esterificati è stata da noi regolarmente
brevettata.
CONCLUSIONI
1) Gli esteri etilici di aminoacidi essenziali
stabilizzati, gli esteri colesterolici di aminoacidi ed i proteolisati
esterificati costituiscono una nuovissima serie di materie prime
per cosmesi di alto valore per l'ortotrofia diadermica cutanea.
2) I mignon risultati di nutrizione cutanea sono
stati ottenuti con proteolisati esterificati da tessuti, da sangue,
da plasma, da cheratina, ecc., seguiti da quelli degli aminoesteri
colesterolici ed infine, sempre con ottimo trofismo cutaneo, da
quelli di aminoacidi essenziali, tra cui emergono gli esteri della
valina e della istidina.
3) Tutti i prodotti descritti sono perfettamente
diadermici e non provocano intolleranze od iperemie o disturbi cutanei,
se opportunamente purificati.
4) L'azione di restituzione e di nutrizione cutanea
degli aminoesteri ottenuti è molto pronta ed efficace e si
manifesta, attraverso i preparati di applicazione, in una tonificazione
funzionale che ha riflessi massimamente positivi sul piano estetico.
BIBLIOGRAFIA
Rovesti P. - Morini P. - Exper. sur l'action de
la norvaline comme substance benefique pour le trophisme de la peau.
- Lyon - Parf. Mod. 1955, N. 46, p. 52.
Rovesti P. - Lodi V. - Azione cutanea di alcuni idrolisa- ti di
proteine - Nota I - Idrolisati di sangue, di muscolo e di proteine
di latte - Milano - Riv. le. Ess. Prof. - 1954, sett.
Rovesti P. - Lodi V. - Azione cutanea di alcuni idrolisau di proteine
- Nota II - Idrolisati di cheratina, di testuto connettivo, di pelle
e di plasma. - Milano - Riv. It. Ess. Prof. - 1955, ott.
Rovesti P. - Lodi V. - Azione cutanea di alcuni idrolisati di proteine
- Nota III - Idrolisati di cervello, di fegato, di emoglobina, di
capelli, di lievito, di torula e di polline - Milano - Riv. It.
Ess. Prof. 1958, genn.
Rovesti P. - Nuove materie prime ad azione ortodermica - Nota III
- Acidi nucleici - Milano - Riv. It. Ess. Prof. 1958, maggio.
Rovesti P. - Mantegazza A. M. - Espsr. sull'imp.. delia ribonucleasi
in cosmesi - Milano - Riv. It. Esa. Prof. 1958, magg.-genn.
Fischer Alb. - Die Bedeutung d. Aminosàuren f. die Gewebezellen
in vitro. - Acta Phys. Scand. 1941, 143.
Fischer Em. - Ber. 1901 (34), 183; 1902 (35), 3900; 1903 (36), 28;
1905 (38\ 4173; 1906 (39), 530.
Milano - Istituto di ricerche sui derivati vegetali
maggio 1958.
|