|
L’ascorbato di colina in cosmesi
Dott. SILVIO RIVERA - Dott. PAOLO ROVESTI
Comunicazione presentata al XV Congresso
Internazionale di Estetica e Cosmetologia
Atene, 20-25 agosto 1961
L’ascorbato di colina è, come dice il
nome, il sale della colina con l’acido l-ascorbico, o Vitamina C.
La colina, data la sua struttura chimica, si presta a formare numerosi
derivati di sintesi, alcuni dei quali hanno trovato applicazioni
multiple in terapeutica.
Il prodotto così ottenuto unisce l’attività
biologica dei due componenti.
Quel gruppo di vitamine che dal primo termine,
la Vitamina B2 o lattoflavina prende
il nome appunto di «Vitamine del gruppo B2
o fattori B2» annovera tra tanti
composti chimici diversi fra di loro, anche la colina, che come
gli altri termini di questo gruppo è solubile in acqua. La
colina, conosciuta come composto chimico da molto tempo, si è
dimostrata in seguito come una sostanza attiva di importanza vitale
per il ricambio, e indispensabile per il normale svolgimento dei
fenomeni vitali.
Ormai si sa che le vitamine sono le parti attive
degli enzimi e l’enorme molteplicità dei processi chimici
e biologici nel ricambio, processi guidati dagli enzimi, fa pensare
che il numero degli enzimi, e quindi delle vitamine, crescerà
ancora. Anche composti chimici semplici, come la colina, si sono
dimostrati fattori di importanza vitale. La colina, per esempio,
guarisce l’ingrossamento del fegato provocato da anormale
assorbimento di grassi per somministrazione massiccia di vitamina
B2.
Inoltre si è visto che la colina, che ha
un’azione ipotensiva e vasodilatatrice, influisce anche sul
contenuto in zucchero e sui corpi chetonici del sangue, in opposizione
alla Vitamina B1. Già da tempo
il derivato acetilato, cioè Pacetilcolina, è stato
riconosciuto come il fattore responsabile dei normali movimenti
peristaltici dell’intestino, esso provoca oltre alla contrazione
dei muscoli, un forte abbassamento della pressione sanguigna periferica,
in questo molto più attiva della base; inoltre influisce
sul tasso di colesterolo endogeno e sul rapporto della colesterinemia
alla glicemia.
La colina è un amino alcool e un derivato
della Etilammina e precisamente un idrossido di ammonio quaternario
derivante dall’alcool amino etilico (NH2-CH2-CH2OH)
dalla formula
In natura si presenta allo stato libero nei funghi,
nelle patate, nel luppolo, e combinata nelle lecitine, nel cervello,
nel tuorlo d’uovo, nella materia neuronica ed in tutti i semi
delle piante, nel succo di barbabietola e nelle radici di molte
piante, nei liquidi organici e nella placenta.
Si ottiene dalle lecitine o sinteticamente come
sciroppo incolore con reazione fortemente alcalina, o come massa
deliquescente, molto igroscopica, solubile in alcool, trattando
una soluzione acquosa concentrata di trimetilammina con ossido di
etilene, oppure con cloridrina etilenica, ottenendo in questo caso
il cloridrato ben cristallizzabile.
L’altro componente dell’ascorbato
di colina, cioè l’acido ascorbico o vitamina C, ormai
è riconosciuto come un prodotto indispensabile per il funzionamento
normale dei principali processi vitali.
Il meccanismo di attività della vitamina
C è quello di passare dalla forma ridotta alla forma ossidata
e viceversa; rappresenta quindi un sistema di ossidoriduzione reversibile,
cui è devoluta assieme con certi fermenti respiratori ad
azione simile, una funzione importante nella respirazione interna
dell’organismo.
L’acido ascorbico è indispensabile
per un organismo umano in dose di almeno 50 mg al giorno. Esso esercita
influenze sulla permeabilità dei piccoli vasi sanguigni e
ripristina nell’organismo la resistenza contro le malattie
infettive, mentre nel bambino è indispensabile per la normale
formazione delle ossa e dei denti.
Il corpo umano non può sintetizzare la
Vitamina C, mentre alcuni animali lo possono, ed in questo caso
la Vitamina C vale come un ormone.
La Vitamina C — C6
H8O6 —
o acido l-ascorbico, ha un forte potere riducente verso lo jodio
ed il nitrato di argento, in soluzione acida, il che permette di
titolarla e di dosarla chimicamente con facilità. Essa ha
4 atomi di idrogeno attivi, da infatti un etere tetrametilico. Dei
quattro idrogeni attivi due hanno proprietà acide come risulta
dalla formazione di un composto dimetilico con diazometano. Il carattere
alcoolico è dato da due ossidrili in posizione adiacente,
di cui uno è primario e l’altro secondario, la molecola
ha inoltre un doppio legame e un ponte di ossigeno, cioè
un anello lattonico.
L’acido l-ascorbico ha due gruppi endici,
ai quali è dovuto il carattere di acido monobasico, esso
da, per esempio, col sodio un sale neutro. Il secondo ossidrile
acido ha solo la forza di un fenolo.
L’ascorbato di colina è solubilissimo
in acqua, poco solubile in alcool assoluto, solubile in alcool diluito,
in acetone, etere, etere di petrolio.
Il pH di una soluzione al 2,5 % è 6,65.
La rotazione della stessa soluzione è + 1,9. Il pH intorno
a 6 è quello ottimale per una buona stabilità della
vitamina C.
La preparazione può effettuarsi direttamente
dalla soluzione concentrata della base, neutralizzata con soluzione
di acido ascorbico e concentrazione a bassa temperatura sotto vuoto,
o precipitazione con alcool assoluto o altro solvente, oppure da
una soluzione acquosa del sale sodico dell’acido ascorbico,
trattato con il cloridrato di colina, sempre in soluzione acquosa,
il prodotto dopo essiccazione sotto vuoto viene estratto con alcool.
La conservazione dell’ascorbato di colina,
richiede le stesse precauzioni indispensabili per la conservazione
dell’acido ascorbico.
PROVE COSMETOLOGICHE
L’ascorbato di colina è stato sciolto
al 2,5 % in una soluzione al 10 % di sorbitelo. Con questa soluzione
si sono preparate gelées a base di pectina, con ottimi risultati
di rubefacenza moderata con applicazioni di 5-10 minuti. In trattamenti
di pelli esangui, pallide, scolorite, l’azione vasodilatatrice
periferica dell’ascorbato di colina si è dimostrata
utile per oltre 20 casi di pelli diverse. Nessuna reazione dannosa
od incompatibilità è stata riscontrata. Creme che
contenevano il 2 % di ascorbato di colina hanno dimostrato un’azione
molto meno aggressiva ed energica di quelle contenenti la stessa
dose di cloruro di acetilcolina.
Si può dire che l’ascorbato di colina,
oltre ad apportare una integrazione vitaminica benefica per la pelle,
agisce da antagonista contro l’adrenalina che, come è
noto, è un vaso costrittore e noto ipertensivo.
Le capsule surrenali sono formate da due parti,
l’una corticale che produce colina, lipoidi, colesterina,
carotene e molti aromi tra cui il corticosterone, l’altro
midollare che produce l’adrenalina.
La natura equilibra principi opposti per far fronte
ad ogni necessità.
Abbiamo eseguito anche una serie di prove associando,
in creme a pH 5,5, ascorbato di colina con olii restitutivi cutanei
molto funzionali (placentari, trefonici, ecc.), in modo da provocare
un’azione urto con risultati molto rapidi. Ciò avviene
in effetti in quanto la vasodilatazione periferica data dall’ascorbato
di colina, permette un pronto assorbimento cutaneo dei bioattivatori,
e quindi una restaurazione estetica più rapida e profonda.
Le esperienze eseguite con creme antirughe contenenti
del pari 1-2 % di ascorbato di colina, sono state probative con
buoni risultati.
CONCLUSIONI
L’ascorbato di colina determina una buona
vasodilatazione periferica utilizzabile sia tal quale (per pelli
anemiche ed iponutrite) al 2 % circa nei prodotti cosmetologici
d’uso, sia come sinergizzante d’azione di urto in preparati
restitutivi ed antirughe, sia per la iperemizzazione moderata che
determina dando un assorbimento cutaneo più intenso dei principi
attivi e dei fattori tropici cutanei.
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
A. Villout - Recherches sur quelques ester de la
dicline - Paris 1935.
Y. Levy - Revue de Pharmacol. sur les esters de la choline - Paris
Medicai 20 juillet 1939.
J. Bacq - Acetylcholine et adrenaline - Paris 1937.
Laboratorio di Ricerche Esperis S.A. - Milano
Istituto di Ricerche sui derivati vegetali - Milano
Luglio 1961
|